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Ogni quindici giorni pubblichiamo i capitoli del libro "La città del Sogno" definito da Angela Romano, l’autrice, "Progetto-Utopia". "La città del Sogno" è un percorso di lettura a puntate che ha l’obiettivo di rappresentare una presa di coscienza di una parte del mondo che, come dice il Paolo Conto, non è un mondo a parte. "La città del Sogno" è il tentativo di trasformare un utopia in realtà. I testi sono letti da Stefano Ferrara che ringraziamo per le coinvolgenti interpretazioni.
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09-06-2009
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La città del sogno - Cap. 27
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 Le Vie dell’Impossibile
L’immersione felice e pura dura l’intervallo che intercorre tra due respiri. In un solo istante il locale si svuota, diventa silenzioso ed enorme. Il sole è alto. L’eternità resta sospesa tra i sorrisi spariti e le parole che ancora tracciano suoni nell’aria ora ferma. Quanto è lungo il tempo della storia. Come il sostare ed afferrare emozioni e rivelazioni oltrepassa il ritmo dato al passo dell’uomo. Nulla è veloce. L’essere moderno concepisce la successione dei pensieri, delle ore, delle marce e della immediata traduzione nel prodotto immaginato, come investimenti in gara con il tempo. Più repentina è la realizzazione del processo completo, dal pensiero all’opera, più intenso e compiuto sarà l’appagamento del proprio ego. Il fiume della vita scorre lento.
[ continua]
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12-02-2009
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La città del sogno - Parte ventitreesima
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 Steccati vietati e sogni che volano oltre…..
I cerchi aperti dai sassi lanciati nell’acqua ferma e dalle parole di Antonio, la presenza di Vanni che prepara a cammini altrimenti inesplorabili mi avvolgono stringendomi nell’emozione che risalendo dal ventre si ferma a mezz’aria senza trovare la forma reale che dilata la mente. Penso al caso non caso. Ritorna il grande tuono in un cielo denso di nubi ed oscuri presagi di quel mattino e quel lampo che come una saetta inevitabile ferì il cielo e la nostra carne, cambiando i destini. Riappare il sogno di oggi, l’incrocio con l’arte e la magia di Vanni, il volto e la forza di Antonio. La confusione è sovrana. Arrivo all’auto in assenza di percezione del tempo e dello spazio.
[ continua]
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04-11-2008
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La città del sogno - Parte ventiduesima - terza
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 Cerchi d’acqua e policromie cristalline
Antonio è serissimo ed io temo di sottrargli troppo tempo. Seduta, immobile e silenziosa, sento che lui ha compreso molto del mio tragitto e gliene sono grata. Resto in attesa. Dopo una pausa che mi appare lunga un tempo infinito, Antonio riprende: - Vedi, quello dell’autonomia, potrebbe sembrare un processo lungo di apprendimento di tecniche…ma in realtà è un percorso di crescita che parte dalla consapevolezza della propria forza, della propria determinazione, dal mettere a fuoco la propria volontà. - Si - In molti casi oltre ai muscoli, occorre la testa…la comprensione di determinati principi ed una grande concentrazione. - Credo che questo valga per ciascuno di noi
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21-10-2008
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La città del sogno - Parte ventiduesima - seconda
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 Cerchi d’acqua e policromie cristalline
Entriamo nella casa del lago. Vanni scruta l’ambiente da esperto. Apre le grandi finestre, lasciando entrare l’aria fresca e pulita. Un odore d’antico c’investe. - Questa casa non è mai stata aperta né ristrutturata. C’è una questione legale in ballo…ma non so bene di cosa si tratti…intanto , visto che sono qui, vado su a vedere lo stato degli altri piani. Nel frattempo, lei guardi pure con calma. Vanni sale veloce su per le scale . Lo guardo andare ed intanto mi soffermo sui particolari: il corrimano in legno noce, consumato e scheggiato dall’usura, i gradini di pietra, apparentemente freddi… - a cosa pensi, angela? Antonio è sopraggiunto silenzioso - per ora a nulla…ascolto, m’immergo in ciò che incontro…mi lascio andare alle sensazioni…ai linguaggi nascosti nella casualità non casuale - vieni… - dove? - Dove possiamo immaginare la tua Città del Sogno…
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09-10-2008
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La città del sogno - Parte ventiduesima -prima
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 Cerchi d’acqua e policromie cristalline
Antonio è seduto su di un tronco rovesciato. Rigira il cappellino grigio azzurro fra le mani. Guarda pensieroso uno specchio d’acqua, nascosto tra anfratti rigogliosi di vegetazione. Riappare ancora sul cammino, questa figura che si ripete con la gestualità e la potenza del corpo. I passi, la persona, l’essere, mi portano a scoprire stradine trasversali, piccoli sentieri colmi di sorprese. Anche in questo caso, il suo sguardo mi conduce e così mi accorgo del piccolo lago, celato da antichi arbusti. Solleva il capo d’un tratto, Antonio. Mi vede. Non sembra sorpreso. - “Salve” - “Salve” Silenzio.
[ continua]
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